venerdì 28 marzo alle ore 21,15

                                          Vesna Scepanovic  presenta

                                                         MIRABILIA

                                      Il giro del mondo in 80 oggetti

                                           di  Cristina Balma Tivola

 

“I Luba del Congo raccontavano il passato facendo scorrere un dito della mano destra su una piastra rettangolare con incastonate perline d’ogni colore quasi fosse uno smartphone. Se tra gli Aborigeni australiani si voleva invitare qualcuno a una festa gli si faceva invece recapitare un bastone in legno inciso per l’occasione secondo un codice di linee e punti. Di persona, un Kanak avrebbe rafforzato il proprio carisma durante un’orazione impugnando un’ascia cerimoniale, ma se l’interlocutore fosse stato un Kiribati sospettoso di rischiare di riceverla in testa avrebbe forse indossato a scopo cautelativo un elmo di pesce palla.

Di fatto, gli oggetti etnografici raccontano l’immaginazione di altri individui in altre culture e quindi ci raccontano di queste infinite altre visioni del mondo e dell’esistenza.

Sono un’antropologa, e da decina d’anni ho trasformato la mia attitudine a visitare i diversi musei delle culture del mondo nei miei vagabondaggi europei in uno dei miei ambiti di ricerca. Mi sono occupata in particolare del Museo Etnológico di Barcellona, del quale ho indagato poetiche e politiche di allestimento, ma gli oggetti richiamavano la mia attenzione e facevano breccia nei miei occhi pur se nella mia ricerca stavano in secondo piano rispetto all’indagine dei criteri della loro messa in scena…”

 

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venerdì 21 marzo alle ore 21,15

                                                        CONCERTO DI PIANOFORTE

                                                        DI DANIELA CHIASTELLARO

Con brani in totale libertà pescati qua e là! Da Rachmaninov alle arie spagnole passando per Debussy and friends.

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venerdì 14 marzo 2025

                                                                Vietato a sinistra.

                                      Dieci interventi femministi su temi scomodi

        a cura di Daniela Dioguardi, introduzione di Francesca Izzo, Castelvecchi 2024.

Cosa succede quando la sinistra “progressista” si chiude al confronto su alcuni temi e l’inclusione diventa dogma? Oltre a lasciare uno spazio allarmante alla destra sugli stessi temi, rischia di contribuire all’affermazione di nuove censure e nuove ingiustizie anziché allo sviluppo di nuove pratiche democratiche. Le autrici di Vietato a sinistra cercano di restituire in dieci interventi critici la complessità di alcune questioni chiave della civiltà contemporanea, sempre da una prospettiva femminista. La maternità surrogata, il sistema prostituente, l’affido condiviso nelle separazioni, le ripercussioni della logica paritaria, l’“identità di genere” che sostituisce il sesso sono alcune materie in cui è necessario riportare al centro la prospettiva delle donne per evitare che l’inclusione indifferenziata le cancelli nuovamente. All’incontro saranno presenti le autrici Laura Minguzzi e Caterina Gatti documentarista.

Introdurranno la serata Milli Toja e Marie-Thérèse Giraud

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venerdì 28 febbraio 2025

alle ore 21,15  mostra  

                              Lasciar andare

Immagini, pittura e ceramica, di Francesca Volponi e Monica Fanoli,

testo di Emanuela Maroccini

 

La vita ci pone spesso davanti alla scelta, o alla necessità, di lasciar andare, che siano piccole o grandi cose, persone, situazioni.

Possiamo chiederci se sono più le volte che abbiamo scelto o quelle in cui siamo state costrette a lasciar andare, se siamo arrivate a mollare all’ultimo, allo stremo delle nostre forze o ci siamo preparate consapevolmente e con un tempo a fare il salto dal noto all’ignoto.

Perché è questo il punto: lasciar andare comporta modificare, più o meno profondamente il nostro stato di vita, qualcuno direbbe la “zona di comfort” (un po’ abusato, eppure vero), dire basta a ciò che si conosce anche troppo bene e accettare di andare verso l’ignoto o il poco noto.

Lasciar andare può comportare attraversare il dolore, lasciare che ci attraversi e si sciolga in malinconia di ciò o di chi non c’è più, la malinconia non strizza il cuore a tradimento, lo culla dolcemente con i ricordi.

Lasciar andare è una possibilità di rinascita, di ritrovarsi. Spesso lasciamo andare via situazioni che ci assorbivano completamente, corpo, anima e pensiero, e così facciamo spazio al “sentirci” di nuovo: ciò che emerge può stupirci, perché non siamo più abituate a confrontarci solo con noi stesse e a dover rispondere solo di ciò che desideriamo per la nostra vita.

Riappropriarci di noi stesse e delle nostre aspirazioni può partire anche dal ritrovare il contatto basico con il corpo, sentire il respiro che lo attraversa, prestare attenzione a come il calore aumenta col movimento, al battito del cuore.

Può l’espressione artistica esserci di supporto nei processi trasformativi che seguono un “lasciar andare” e fare da ponte tra mente, corpo ed emozioni?

Nella serata, Emanuela, Francesca e Monica, vi coinvolgeranno in una performance multiforme che muoverà da questo interrogativo per dare alcuni spunti di riflessione e osservare insieme come i cambiamenti siano tangibili.

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venerdì 14 febbraio alle ore 21,15

presentazione del libro

                                                    Le storie siamo noi

                          Donne di parola, Edizioni Fernandel, 2024.

Questa sera la curatrice/autrice/docente Claudia Manselli, insieme ad alcune autrici, ci parlerà dell’antologia Le storie siamo noi, composta da 59 racconti scritti da 18 donne che si firmano collettivamente ‘Donne di parola’. Le donne coinvolte nel progetto, accomunate dalla passione per la scrittura, hanno iniziato a incontrarsi al Centro Donna della VI° Circoscrizione, Barriera di Milano, e hanno continuato a trovarsi on-line al tempo della pandemia, sempre più numerose. La proposta della docente Claudia Manselli di scrivere storie di memoria, di avvenimenti vissuti personalmente o sentiti raccontare, che si intrecciassero allo svolgersi della storia del nostro Paese venne accolta con curiosità e interesse. Gli scritti, in gran parte autobiografici, abbracciano cronologicamente gli anni dal 1908 al 2021.

Scrive Valentina Pazè nell’introduzione: “Leggendo ci si accorge che ciascuna voce narrante ha la sua personalità, il suo stile, la sua storia. Ma si avverte che dietro c’è un lavoro collettivo, un’impronta comune, una condivisione di pratiche, tecniche, trucchi del mestiere, che si sono consolidati attraverso lo scambio e il confronto”.

Il libro è stato presentato anche al Circolo dei Lettori di Torino.

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venerdì 29 novembre

alle 21,15 presentazione del libro

 

                                         LA RAGAZZA CHE NON PARLAVA

                                                             di Luisa Ramasso

                                                                 Neos Edizioni

 

Massima disubbidienza all’apparente destino, un suggerimento sicuramente fatto proprio da Luisa, dichiarata soggetto autistico nel 1976, dopo sedici anni in cerca di una diagnosi per la sua sofferenza. Qui, con semplicità, coraggio e leggerezza, racconta il suo percorso, iniziato quando il termine “autismo”era quasi sconosciuto, complicato da difficoltà e smarrimenti, ma sorretto dalla tenace volontà di vivere come tutti gli altri.

La biografia di Luisa forse non si distingue per vicende eclatanti: eppure nella sua esistenza ha superato barriere, abbattuto ostacoli, vinto battaglie, ha perseguito obiettivi e trovato soluzioni, ha preso consapevolezza di se stessa e del suo rapporto con gli altri, si è costruita come soggetto autonomo ricco di interiorità e di contenuti. Tutto ciò a partire da una bimba nata nel 1960, afflitta dal mutismo volontario, dalle stereotipie e dalle crisi di angoscia

che oggi sappiamo caratterizzare i soggetti autistici.

In queste pagine è lei a raccontare lo spaesamento, le derisioni, la solitudine dei suoi anni infantili, gli infiniti pellegrinaggi fra medici, psichiatri, psicoterapisti, ospedali, consulenti; ma poi anche la costruzione, sempre con il sostegno amorevole della sua famiglia, delle relazioni sociali, delle competenze scolastiche e artistiche, degli ideali politici e del credo religioso, della sua autonomia.

Oggi non tutto è perfetto ‒ ma quale vita lo è! ‒ Ma la sua, è una bella storia, che può dar speranza a chi patisce le stesse sofferenze e aiutare gli altri a meglio definire cosa sia la “normalità”.

 

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venerdì 24 gennaio alle ore 21,15

21,15  incontro con Nicoletta Diulgheroff,  la nostra astrologa, che ci  presenta il cielo del nuovo anno

Anche quest’ Anno come ormai da tradizione,cercherò di illustrarvi  che cosa ha in serbo il Cielo degli Astri per il 2025, e segno per segno vedremo chi sale e chi scende nella ruota astrologica.

Con l’augurio di saper afferrare gli appuntamenti al momento giusto!

E che le Stelle ci sorridano

 

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venerdì 13 dicembre alle ore 21,15

                             Cristina Bracchi presenta                   

Visibile e invisibile.

Scritture e rappresentazioni del lavoro delle donne,

a cura di Laura Graziano e Luisa Ricaldone, Iacobellieditore 2024,

 

Cristina Bracchi, propone alcuni nodi tematici del lavoro delle donne oggi, prendendo spunto dalla rappresentazione letteraria che i lavori assumono nei romanzi e nella poesia d’autrice degli anni duemila. Il volume che si presenta, è un laboratorio di analisi e di comprensione di aspetti del lavoro femminile che la Società Italiana delle Letterate ha attivato nel 2019. Come la narrazione accoglie e ripropone la realtà che ci riguarda? Quali strategie di contrasto alle economie predatorie offre la letteratura? Ne discuteremo insieme.

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Venerdì 6 dicembre alle ore 21 spettacolo teatrale

                                                CHIAMATEMI ISI

Quello che la bibbia non vi ha raccontato…

con

SILVANA STROCCO

MILLI TOJA

SILVIA DONADIO

BARBARA GIANNINI

ROSALIA CAPASSO

Voce fuori campo di ELENA BIGOTTI

Intermezzi musicali di DANIELA CHIASTELLARO alla tastiera

e RITA SCHILARDI al computer

luci di LULU CRESCIMBENI

un racconto …fluido…in tutti i sensi!

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venerdì 15 novembre alle 21,15 ANCHE L’ AMICIZIA È UNA COSA SERIA

di Mabel Mabelle alias Roberta Aroni Vigone

 

Tornata da Bruxelles dopo l’elezione come rappresentante del Movimento Sorelle di Barbie, questa sera Mabel Mabelle sarà con noi per raccontarci l’esperienza al Parlamento Europeo con ricordi pochi e ben confusi. Procederà poi con la sua attività preferita cioè dissertare, rivelare la sua visione, condividere con altre donne.

Questa volta proverà a sfatare i luoghi comuni riguardo l’importante tema

dell’ Amicizia, e non sarà una passeggiata!

Ha confessato con grande sincerità umiltà e ingenuità di essere felice di incontrarci visto il suo incontenibile desiderio di protagonismo.

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Ass. Sofonisba Anguissola

L’Associazione “Sofonisba Anguissola” che ha preso il nome di una pittrice cremonese del ’500, è stata fondata nel 1987 da un gruppo di donne di Torino impegnate sul terreno della pratica politica femminile e accomunate dalla passione per l’arte e dall’esercizio individuale di pratiche espressive. continua